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Il Tarassaco

Il tarassaco, nome scientifico Taraxacum officinale, detto anche dente di leone o soffione, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Ha uso officinale ed è molto diffuso nel nostro Paese. Nasce spontaneamente, invadendo i campi incolti e i prati sia di collina che di montagna. Spesso, resiliente, troviamo il suo giallo fiore spuntare da una zolla di terra sottratta all’asfalto delle nostre città. Predilige un clima temperato. Essendo una pianta diffusissima allo stato selvatico, non è coltivata. Considerando l’allungamento dei fusti che portano i fiori, può avere un’altezza variabile dai 10 ai 40 cm. Nella cultura popolare sono stati attribuiti ad esso diversi sinonimi. Quello più conosciuto è dente di leone, per via della forma dentata delle sue foglie. Viene chiamato anche soffione, per le sue particolari infiorescenze a batuffolo soffiate dal vento. Il più curioso è sicuramente piscialetto, ad evidenziare le sue eccezionali proprietà diuretiche. Le sue caratteristiche terapeutiche sono conosciute e sfruttate sin dai tempi antichi.

Caratteristiche: Direttamente dalla radice si sviluppa, a partire dal suolo, l’apparato fogliare. Le foglie sono semplici, di colore verde tenue, hanno un margine dentato e sono oblunghe e lanceolate. Vengono utilizzate in cucina poiché ricche di vitamine e dal caratteristico sapore amarognolo. Dalla base delle foglie dipartono diversi fusti, di superficie liscia, consistenza cava e senza ramificazioni. All’apice c’è un capolino da cui nascono i fiori. La fioritura del dente di leone avviene a partire dall’inizio della primavera e dura fino all’autunno. I fiori sono di colore giallo e molto vistosi. Ermafroditi e di una particolare forma detta ligulata, ossia la corolla ha una parte inferiore tubolosa dalla quale si estende un prolungamento composto dai petali, detto ligula. Il tipo d’impollinazione è duplice, prevalentemente entomogama, grazie all’azione degli insetti impollinatori, ma anche anemogama, ossia che avviene grazie al vento.

Uso: è utilizzata non solo in erboristeria ma anche in cucina. Il tarassaco è tra le medicine naturali più antiche e utili all’uomo. La radice, grossa, fittonante, di colore bruno e rugosa, è la parte ricca di proprietà curative. Il tarassaco ha un grande valore anche per le api e la produzione di miele. La pianta fornisce a questi preziosi insetti sia polline che nettare. Dal fiore si sviluppa un achenio, il cosiddetto pappo, ossia un ciuffo di morbidi peli bianchi. Questi peli si staccano con il vento e favoriscono la dispersione del seme. Da qui la rusticità e la grande diffusione della pianta. Innanzitutto diciamo che del tarassaco si utilizzano la radice e, in maniera più semplice, le foglie fresche, che sono edibili. Radici, foglie e fiori sono utilizzate per le loro preziose proprietà diuretiche e depurative. Si usano anche contro i problemi del fegato e della colecisti, in caso di litiasi biliare, itterizia, dispepsie con flatulenza, e stipsi. Sono un ottimo rimedio naturale nei casi di eccesso di colesterolo nel sangue, reumatismi cronici, acidi urici elevati, cistiti, diabete, edemi, ritenzioni di liquidi.

Consigli: Raccoglierlo in natura, evitando sempre le piante ai bordi delle strade. Queste sono soggette alla contaminazione dei gas di scarico delle auto. In ogni caso lavate sempre accuratamente le parti della pianta prima di utilizzarle. Nel compiere questa operazione vi consigliamo di aggiungere anche del bicarbonato di sodio. L’utilizzo più semplice possibile del tarassaco è quello di mangiarne le foglie fresche in una gustosa insalata primaverile.

Mitologia: Nel linguaggio dei fiori, simboleggia la forza, la speranza e la fiducia. Si narra che Teseo mangiò per 30 giorni di fila solo denti di leone allo scopo da diventare abbastanza forte da affrontare e sconfiggere il Minotauro.

Esprimi un desiderio: Dopo la sfioritura, i semi si raccolgono in una sfera piumosa simile a un pon pon, pronti a disperdersi al primo soffio di vento. Simili a paracaduti, volano nell’aria attaccati a piccoli ombrellini. La leggenda vede il soffione del tarassaco protagonista di sogni e desideri. I giovani innamorati riponevano in questo candido pon pon le loro speranze e, soffiando via decisi i semi (acheni) al vento, pensavano che essi potessero avverarsi. Provare per credere!